Le Pleiadi – Un workflow completo con DSLR e PixInsight

Una fredda notte d'inverno, il cielo limpido, le Pleiadi brillano alte nel cielo. In questo post vi racconto passo per passo come ho scattato ed elaborato questa immagine.

Il soggetto

L’ammasso aperto Messier 45 nella costellazione del Toro, meglio noto come Le Pleiadi o Le Sette Sorelle, è un soggetto di grandi dimensioni, spettacolare se osservato con un telescopio a basso ingrandimento, grazie al gran numero di stelle calde e brillanti concentrate in poco spazio. Nelle fotografie a lunga posa la nebulosità a riflessione che avvolge l’ammasso si mostra in tutto il suo splendore, rivelando filamenti e strutture complesse di rara bellezza.

Ecco la posizione del soggetto nel cielo e il campo inquadrato dal mio sistema di ripresa widefield in alcune immagini ottenute con il software Stellarium che ho utilizzato per la pianificazione. Come vedete il vasto campo a disposizione mi permette di inquadrare agevolmente l’intero ammasso e la nebulosità circostante, con un ampio margine per dithering e crop.

La ripresa

Ho effettuato la ripresa dal giardino della mia casa ai margini dell’area urbana di Arezzo, unico luogo che potevo utilizzare al momento a causa delle restrizioni Covid. L’inquinamento luminoso qui è abbastanza evidente (non saprei darne una stima corretta, ma credo intorno a Bortle 6-7), tuttavia la notte era molto limpida e le Pleiadi ben alte nel cielo della sera.

Ecco i dati della mia attrezzatura widefield, che descriverò in dettaglio in un altro post. Il grande campo inquadrato consente di includere comodamente tutto l’ammasso e la nebulosità a riflessione centrando l’inquadratura sulla stella Alcyone.

La presenza del filtro CLS, pur impattando negativamente sulla resa del colore, mi consente di raggiungere pose guidate di 180s a 1600 ISO. Data la limitata lunghezza focale del sistema di ripresa e le grandi dimensioni dei pixel della 6D (6,54 micron) la ripresa risulta sottocampionata: utilizzerò per questo un’integrazione con drizzling 2x.

0. Pre-Processing

Per il preprocessing ho utilizzato il nuovo script WeightedBatchPreprocessing di PixInsight, lasciando la maggior parte delle opzioni di default. Ho utilizzato un intero set di frame di calibrazione che include bias, flat e dark, come da schema seguente:

L’immagine sottostante mette a confronto un crop al 50% di uno scatto singolo da 180 secondi (a cui è stato applicato soltanto il Debayer e un AutomaticBackgroundExtractor) con il risultato dello stacking di  55 scatti calibrati da 180 secondi utilizzando la DrizzleIntegration impostata a 2x (anche in questo caso è stato applicato un AutomaticBackgroundExtractor e l’immagine è stata ricampionata per ottenere la stessa scala nonostante il drizzling)

Questo è il risultato finale dell’integrazione 55 x 180s utilizzando un drizzling 2x.

1. Fitting / Correzione Dominante

L’integrazione presenta una spiccata dominante verde, dovuta all’utilizzo del filtro CLS. Per eliminarla ho iniziato con il fitting dell’immagine: dopo aver separato i canali RGB ho applicato il processo LinearFit, lasciando le impostazioni di default, ai canali rosso e blu impostando come riferimento il canale verde. Ho ricomposto poi l’immagine RGB utilizzando il processo ChannelCombination.

Dopo il fitting l’immagine non mostra più la dominante ma è chiaramente visibile il gradiente dovuto all’inquinamento luminoso, che verrà eliminato nei prossimi passaggi. A entrambe le immagini è stato applicato l’autostretch.

2. Crop

Grazie al grande campo inquadrato l’immagine offre molte opportunità di composizione: ho deciso per un’immagine quadrata, con un certo spazio attorno al soggetto principale, che lascerò al centro. Per effettuare il taglio ho utilizzato lo strumento DynamicCrop.

3. Correzione gradienti

Ho effettuato la correzione del gradiente di inquinamento luminoso con DynamicBackgroundExtraction, posizionando manualmente un set di campioni e alzando un po’ il parametro tolerance. All’immagine corretta è stato applicato nuovamente l’autostretch.

4. Calibrazione colore

Per la fase di calibrazione colore ho utilizzato il processo PhotometricColorCalibration, indicando i parametri di ripresa.

Visto che la dominante data dall’utilizzo del filtro CLS è rimasta piuttosto evidente anche dopo la calibrazione colore, ho effettuato un passaggio con il processo SCNR, impostandolo per una riduzione del verde. Adesso il colore è accettabile e posso procedere con l’elaborazione.

5. Deconvoluzione

Nonostante il drizzling la ripresa è notevolmente sottocampionata, per cui non ho ritenuto proficuo dedicare troppo tempo alla deconvoluzione. Tuttavia ho utilizzato il processo Deconvolution, impiegando una PSF di tipo motion blur, per correggere un piccolo allungamento delle stelle dovuto a cattivo inseguimento, visibile in questo dettaglio al 100%: l’effetto è un aumento della nitidezza.

6. Riduzione rumore

Per la fase di riduzione rumore, molto importante dato il tempo di integrazione limitato e l’utilizzo di una DSLR, ho utilizzato il metodo a due fasi descritto da Jon Rista.

Una prima fase utilizza il processo TGVDenoise per ridurre il rumore ad alta frequenza. All’immagine è applicata a questo scopo una maschera ad elevata forza e basso contrasto, che consente di utilizzare impostazioni molto aggressive di TGVDenoise. Trovare le impostazioni corrette richiede tuttavia molti tentativi: ho scelto un’azione piuttosto drastica, che riduce di molto il rumore, forse al costo di una piccola perdita di dettaglio, come si può vedere in questo crop al 100%.

Nella seconda fase di riduzione rumore ho utilizzato il processo MultiscaleMedianTransform per ridurre il rumore ad alta frequenza, sia in modalità luminanza sia in crominanza. Il rumore di crominanza in particolare è molto evidente e molto difficile da ridurre. Anche in questo caso viene utilizzata una maschera che protegge efficacemente i dettagli.

A questo punto l’elaborazione in fase lineare è terminata, ed è possibile procedere con lo stretching dell’immagine!

7. Stretch

Utilizzando l’autostretch e la ScreenTransferFunction il risultato mi sembrava troppo contrastato e le stelle troppo invadenti. Ho deciso quindi di utilizzare il processo MaskedStretch in maniera conservativa e di aggiustare i punti di nero e di bianco e il contrasto nei passaggi successivi.

8. Contrasto locale

Per valorizzare la struttura visibile nella nebulosità a riflessione che circonda le Pleiadi e rendere più evidenti i suoi sottili filamenti ho effettuato un passaggio con il processo LocalHistogramEqualization. I parametri sono regolati per tentativi, con l’obiettivo di ottenere un risultato gradevole ma non eccessivo.

9. Riduzione rumore

Lo stretch e l’aumento di contrasto hanno avuto impatto sul rumore e sulla grana dell’immagine, facendone aumentare la percezione. Ho proceduto quindi ad un ulteriore passaggio di riduzione rumore, stavolta in fase non lineare, utilizzando il processo ACDNR, sempre proteggendo i dettagli con una maschera. Dal dettaglio al 100% si percepisce un leggero calo di nitidezza, che spero non impatterà negativamente sul risultato finale.

10. Correzione contrasto e colore

Siamo ormai alla fase finale di correzione, utilizzando CurvesCorrection sono andato a regolare il contrasto e i punti di nero e bianco. Riguardo al colore, ho aumentato la saturazione e regolato le componenti RGB in base alla tonalità che volevo ottenere. CurvesCorrection I adjusted the contrast and the black and white points. As for the colour, I increased the saturation and adjusted the RGB components according to the hue I wanted to achieve.

11. Passaggi finali

Trovando che ci sia ancora un residuo di dominante verde, ho provveduto a ridurla con un ulteriore passaggio di SCNR.

Come ultimo step in Pixinsight ho effettuato un passaggio leggero con lo script DarkStructuresEnhance per dare maggiore evidenza e contrasto alla struttura della nebulosità.

Ho utilizzato Photoshop per le ultime piccole correzioni colore, in particolare per rimuovere la fastidiosa colorazione rossastra del fondo cielo, che evidentemente non è stato neutralizzato in maniera corretta nei passaggi precedenti. A questo punto non resta che ridimensionare, applicare il corretto sharpening ed esportare l’immagine in formato jpeg!

Ecco l’immagine finale alla piena risoluzione di 2400 x 2400 pixel.

Conclusioni

Scattare ed elaborare (più volte) quest’immagine è stato un ottimo esercizio, da cui ho imparato molto. Sebbene sia soddisfatto del risultato non vedo l’ora di fotografare ancora Le Pleiadi il prossimo autunno, nell’ottica di migliorare in particolare la fase di ripresa e utilizzare un tempo di integrazione molto maggiore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *